Calcolare le tasse nel regime forfettario 2026: imposta sostitutiva e contributi
Le tasse nel regime forfettario 2026 si calcolano sul 78% dei compensi di un professionista con partita IVA, secondo l'Agenzia delle Entrate: dal reddito si tolgono i contributi versati e sul resto si paga l'imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi cinque anni). Con 30.000 € di compensi in Gestione Separata restano 21.304,68 € netti, perché imposta e contributi valgono il 28,98%.
Redazione Professionisti ItaliaPubblicato il

Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
Le tasse nel regime forfettario si calcolano in 4 passaggi, con le regole del comma 64 della legge n. 190/2014.
- Moltiplica i compensi incassati nell’anno per il coefficiente di redditività del codice ATECO, che per un professionista è il 78%.
- Sottrai dal reddito ottenuto i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno.
- Applica al reddito che resta l’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% nei primi cinque anni di una nuova attività.
- Sottrai contributi e imposta dai compensi per ottenere il netto.
Quale coefficiente di redditività si applica per codice ATECO?
Il coefficiente di redditività per codice ATECO è la percentuale dei compensi che la legge considera reddito: il 78% per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e per i servizi finanziari e assicurativi. L’allegato 2 della legge n. 145/2018 fissa 9 gruppi di attività, con coefficienti dal 40% all’86%.
| Gruppo di attività | Codici ATECO 2007 | Coefficiente |
|---|---|---|
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64-66, 69-75, 85, 86-88 | 78% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 47.82-47.89 | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-43, 68 | 86% |
| Industrie alimentari e delle bevande | 10-11 | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 45, 46.2-46.9, 47.1-47.7, 47.9 | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande | 47.81 | 40% |
| Alloggio e ristorazione | 55-56 | 40% |
| Altre attività economiche | le altre divisioni elencate nell’allegato | 67% |
L’allegato elenca i codici nella classificazione ATECO 2007, mentre dal 1° aprile 2025 l’Agenzia delle Entrate usa la classificazione ATECO 2025. Il codice della propria attività si legge nel Cassetto fiscale, alla voce Anagrafica. Il coefficiente si applica ai compensi percepiti, cioè incassati nell’anno secondo il principio di cassa, e non a quelli soltanto fatturati.
Quanto vale l’imposta sostitutiva del forfettario?
L’imposta sostitutiva del forfettario vale il 15% del reddito imponibile netto e prende il posto dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP. L’aliquota scende al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, il cosiddetto regime start up, che rispetta 3 condizioni fissate dalla legge.
- Il titolare non ha esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti.
- La nuova attività non prosegue un lavoro dipendente o autonomo precedente, salvo il periodo di pratica obbligatoria per esercitare una professione.
- L’attività rilevata da un altro soggetto ha avuto, nell’anno precedente, ricavi o compensi entro 85.000 €.
Chi deve ancora aprire la partita IVA in regime forfettario sceglie il codice ATECO che fissa il coefficiente.
Quali contributi previdenziali paga il professionista forfettario?
Il professionista forfettario paga i contributi previdenziali alla Cassa della sua professione o, senza una Cassa, alla Gestione Separata dell’INPS, mentre artigiani e commercianti versano alla gestione INPS della loro categoria. La base dei contributi è il reddito forfettario lordo, cioè i compensi moltiplicati per il coefficiente, secondo il comma 77 della legge n. 190/2014 e le istruzioni del Modello Redditi PF 2026 (rigo LM34).
| Gestione INPS | Aliquota 2026 | Minimo 2026 | Iscritti |
|---|---|---|---|
| Gestione Separata | 26,07% | nessun contributo fisso; 4.903,25 € accreditano l’anno intero | professionisti senza Cassa |
| Artigiani | 24% | 4.521,36 € sul reddito minimo di 18.808 € | titolari di impresa artigiana |
| Commercianti | 24,48% | 4.611,64 € sul reddito minimo di 18.808 € | titolari di attività commerciale |
La Gestione Separata applica il 24% ai pensionati e a chi è già assicurato presso un’altra gestione obbligatoria. Artigiani e commercianti in regime forfettario possono chiedere all’INPS la riduzione del 35% dei contributi. Le Casse professionali applicano aliquote proprie: il 17% la Cassa Forense, il 14,5% Inarcassa, il 10% l’ENPAP.
Qual è la formula delle tasse nel forfettario?
La formula delle tasse nel forfettario usa 4 valori: i compensi incassati (C), il coefficiente di redditività (k), i contributi versati (K) e l’aliquota dell’imposta sostitutiva (a).
Imposta e contributi pesano sempre il 28,98% dei compensi di un professionista in Gestione Separata: i contributi valgono il 26,07% del 78%, cioè il 20,33% dei compensi, e l’imposta vale il 15% del reddito che resta, cioè l’8,65%. La percentuale non cambia con i compensi perché la Gestione Separata non chiede un contributo fisso, e con l’imposta al 5% scende al 23,22%. Un artigiano con 30.000 € di compensi paga il 27,63%, perché il contributo fisso di 4.521,36 € non segue il reddito.
Il calcolatore deduce i contributi dovuti sul reddito dello stesso anno, mentre la legge deduce i contributi versati nell’anno: nel primo anno di attività si deducono solo i contributi effettivamente versati.
Quanto resta di 50.000 euro in Gestione Separata?
Di 50.000 euro di compensi in Gestione Separata restano 35.507,79 € netti, con 10.167,30 € di contributi e 4.324,91 € di imposta sostitutiva.
| Parametro | Formula | Valore |
|---|---|---|
| Compensi incassati | — | 50.000,00 € |
| Reddito imponibile lordo | 50.000,00 € × 78% | 39.000,00 € |
| Contributi Gestione Separata | 39.000,00 € × 26,07% | 10.167,30 € |
| Reddito imponibile netto | 39.000,00 € − 10.167,30 € | 28.832,70 € |
| Imposta sostitutiva (15%) | 28.832,70 € × 15% | 4.324,91 € |
| Netto | 50.000,00 € − 10.167,30 € − 4.324,91 € | 35.507,79 € |
Chi non ha una Cassa può calcolare i contributi INPS della Gestione Separata o di artigiani e commercianti con la pagina Contributi INPS.
Quanto resta di 50.000 euro con la Cassa Forense?
Di 50.000 euro di compensi con la Cassa Forense restano 38.514,50 € netti, perché il contributo soggettivo del 17% sul reddito di 39.000 € costa 6.630 €.
| Parametro | Formula | Valore |
|---|---|---|
| Compensi incassati | — | 50.000,00 € |
| Reddito imponibile lordo | 50.000,00 € × 78% | 39.000,00 € |
| Contributi Cassa Forense | 39.000,00 € × 17% | 6.630,00 € |
| Reddito imponibile netto | 39.000,00 € − 6.630,00 € | 32.370,00 € |
| Imposta sostitutiva (15%) | 32.370,00 € × 15% | 4.855,50 € |
| Netto | 50.000,00 € − 6.630,00 € − 4.855,50 € | 38.514,50 € |
| Integrativo in fattura (4%, pagato dal cliente) | 50.000,00 € × 4% | 2.000,00 € |
Il contributo integrativo del 4%, pari a 2.000 €, si addebita al cliente in fattura e non riduce il netto. Sopra 21.041 € di compensi imposta e contributi dell’avvocato forfettario pesano sempre il 22,97%, contro il 28,98% della Gestione Separata, perché il 17% della Cassa Forense è più basso dell’aliquota INPS del 26,07%. La Cassa Forense usa come base lo stesso reddito forfettario lordo dell’INPS, secondo le note al Modello 5/2026, e l’esempio non include il contributo di maternità 2026, che la Cassa Forense non ha ancora fissato.
Per l'avvocato i contributi Cassa Forense valgono il 17% del reddito, con un minimo di 2.790 € nel 2026.
Quanto si paga da 10.000 a 85.000 euro di compensi?
Da 10.000 a 85.000 euro di compensi il netto di un professionista in Gestione Separata va da 7.101,56 € a 60.363,25 €, come mostra la tabella di 8 livelli di compensi.
| Compensi | Reddito imponibile (78%) | Contributi | Imposta 15% | Netto al 15% | Netto al 5% |
|---|---|---|---|---|---|
| 10.000,00 € | 7.800,00 € | 2.033,46 € | 864,98 € | 7.101,56 € | 7.678,21 € |
| 20.000,00 € | 15.600,00 € | 4.066,92 € | 1.729,96 € | 14.203,12 € | 15.356,43 € |
| 30.000,00 € | 23.400,00 € | 6.100,38 € | 2.594,94 € | 21.304,68 € | 23.034,64 € |
| 40.000,00 € | 31.200,00 € | 8.133,84 € | 3.459,92 € | 28.406,24 € | 30.712,85 € |
| 50.000,00 € | 39.000,00 € | 10.167,30 € | 4.324,91 € | 35.507,79 € | 38.391,06 € |
| 60.000,00 € | 46.800,00 € | 12.200,76 € | 5.189,89 € | 42.609,35 € | 46.069,28 € |
| 70.000,00 € | 54.600,00 € | 14.234,22 € | 6.054,87 € | 49.710,91 € | 53.747,49 € |
| 85.000,00 € | 66.300,00 € | 17.284,41 € | 7.352,34 € | 60.363,25 € | 65.264,81 € |
La soglia di 85.000 € è il limite di compensi dell’anno precedente per restare nel regime forfettario.
Il calcolo inverso, quanto fatturare per guadagnare un netto preciso, parte dal netto e restituisce i compensi necessari.
Quando si pagano le tasse del forfettario?
Le tasse del forfettario si pagano con il modello F24: il saldo e il primo acconto entro il 30 giugno, il secondo acconto entro il 30 novembre. L’acconto vale il 100% dell’imposta dell’anno precedente e non è dovuto fino a 51,65 €. Fino a 206 € l’acconto si paga in un’unica rata il 30 novembre, oltre si divide in due rate uguali. Il saldo e la prima rata si possono pagare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40%. I contributi della Gestione Separata si versano alle stesse scadenze, secondo la circolare INPS n. 8/2026.
Per calcolare acconti e saldo con le soglie di 51,65 € e 206 € usa la pagina Acconti e saldo del forfettario.
Quali regole cambiano le tasse del forfettario?
Le regole che cambiano le tasse del forfettario riguardano 7 casi, dall’IVA in fattura all’uscita dal regime oltre 100.000 €.
Il forfettario applica l’IVA in fattura?
No, il professionista forfettario non applica l’IVA in fattura: la fattura elettronica riporta l’aliquota IVA allo 0% con natura «Non soggette - altri casi» e la dicitura del regime, secondo l’Agenzia delle Entrate.
La fattura forfettario riporta la dicitura del regime, l'IVA a zero e la marca da bollo da 2 €.
I contributi versati si deducono dal reddito forfettario?
Sì, i contributi versati si deducono dal reddito forfettario, secondo il comma 64 della legge n. 190/2014, e la parte che supera quel reddito si deduce dal reddito complessivo.
Il regime forfettario paga l’IRAP?
No, il regime forfettario non paga l’IRAP, perché l’imposta sostitutiva del 15% prende il posto dell’IRAP, dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.
Le spese reali si deducono nel regime forfettario?
No, le spese reali non si deducono nel regime forfettario, perché il coefficiente di redditività stabilisce in modo forfettario la parte dei compensi che diventa reddito.
Il contributo integrativo della Cassa è un costo del professionista?
No, il contributo integrativo della Cassa si addebita al cliente in fattura e, per Inarcassa, non concorre alla formazione del reddito professionale. La parte del contributo integrativo minimo che il 4% dei compensi non copre resta a carico del professionista ed è deducibile.
Il cliente applica la ritenuta d’acconto a un forfettario?
No, il cliente non applica la ritenuta d’acconto a un forfettario, e la fattura del professionista riporta la dicitura «Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, Legge n. 190 del 2014 e successive modificazioni».
Il calcolo ritenuta d'acconto riguarda il professionista in regime ordinario, non il forfettario.
Superare 85.000 euro fa uscire subito dal forfettario?
No, superare 85.000 euro di compensi fa uscire dal forfettario dall’anno successivo, mentre oltre 100.000 euro il regime cessa nello stesso anno e l’IVA è dovuta dall’operazione che supera il limite.
Vicino alla soglia di 85.000 €, il simulatore forfettario o ordinario confronta l'imposta sostitutiva con l'IRPEF a scaglioni.
Fonti
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (regime forfetario) — Commi 64 (reddito, imposta sostitutiva, contributi versati) e 77 (base contributiva).
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario, che cos'è (2026)
- Agenzia delle Entrate — Regime forfettario, reddito e tassazione (2026)
- Allegato 2 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 — coefficienti di redditività (2018)
- Agenzia delle Entrate — Risoluzione n. 24/E dell'8 aprile 2025 (classificazione ATECO 2025) (2025)
- Agenzia delle Entrate — Istruzioni Modello Redditi PF 2026, fascicoli 2 e 3 (righi LM34, LM35, RR5) (2026)
- INPS — Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione Separata) (2026)
- INPS — Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 (artigiani e commercianti) (2026)
- Cassa Forense — Contributi minimi obbligatori (2026)
- Inarcassa — Contributi per gli iscritti (2026)
- Cassa Dottori Commercialisti — Quanto, quando e come versare i contributi (2026)
- ENPAP — Istruzioni per la comunicazione reddituale 2026 (2026)
- ENPAM — Contributi di Quota A (2026)
- Agenzia delle Entrate — Come si paga l'Irpef (2026)
- Agenzia delle Entrate — Fattura elettronica per i forfettari (2026)